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Percorso trekking Monte Corrasi: le tappe segrete per vedere le fioriture selvatiche più rare

📅 18 Agosto 2026✍️ di Giulia Sedda⏱️ 3 min di lettura

Il Monte Corrasi, tra i giganti granitici del Gennargentu, nasconde un tesoro floreale che sboccia per poche settimane l’anno. Non è un segreto per i botanici, ma certo lo è per la maggior parte dei trekker che percorrono i sentieri più battuti della Sardegna centrale.

Le tre stagioni delle fioriture rare

Primavera (aprile-maggio): è il momento aureo. Le specie endemiche come l’Aquilegia nuragica e il Delphinium pictum colorano i versanti nord tra i 1.400 e i 1.700 metri.

Inizio estate (giugno): i pascoli rocciosi si tingono di giallo con gli asfodeli e il rarissimo genista sarda.

Fine estate (agosto-settembre): le ultime fioriture tardive offrono scenari inaspettati ai trekker estivi.

Il percorso segreto: tre tappe per osservatori consapevoli

Tappa 1 – Dal rifugio al Passo dei Due Fratelli (ore 2,5): partenza dal rifugio Federici. Il sentiero sale attraverso la faggeta bassa, dove già ad aprile si incontrano primule e crochi selvaggi. Il dislivello è dolce, 450 metri circa, perfetto per acclimatarsi.

Tappa 2 – Traversata dei Pascoli di Tana (ore 3): questa è la sezione nascosta. Pochi trekker la percorrono perché non conduce al vertice. Eppure qui, tra i 1.550 e i 1.650 metri, si concentra il 70% della biodiversità floristica rarissima del massiccio.

  • Asfodeli gialli (Asphodelus albus subsp. lusitanicus)
  • Endemiti sardi come l’Aquilegia nuragica
  • Salvia locale (Salvia candelabrum)
  • Orchidee selvatiche di montagna

Tappa 3 – Ritorno via le Pozze d’Acqua (ore 2): il sentiero scende lungo le piccole raccolte d’acqua dove la vegetazione igrofila crea microambienti unici. Qui crescono carici rari e il Endemismo|raro Veronica oxycarpa.

Quando andare: il calendario botanico

Metà aprile: bloom totale degli endemiti. Condizioni ottimali per fotografia e osservazione.

Fine maggio: ancora eccellente, meno affollato, temperature miti (15-18°C).

Giugno inoltrato: alcune specie appassiscono, ma emergono altre fioriture.

Evitare: luglio-agosto per il caldo e la siccità estiva che riduce drasticamente le fioriture.

Attrezzatura e consigli pratici

Scarpe: trekking robusto, il terreno è sassoso e scivoloso dopo il maltempo.

Fotocamera: lente macro consigliata per i dettagli botanici. L’ora d’oro è tra le 7 e le 9 del mattino.

Guida botanica: portare una guida su endemiti sardi. Oppure contattare le guide ambientali locali che conoscono ogni fiore per nome e storia.

Acqua: almeno 2 litri per persona. Le Pozze d’Acqua della Tappa 3 non sono sempre affidabili.

Permessi: verificare con l’Ente Foreste della Sardegna se è richiesto un avviso preventivo.

Il ruolo della conservazione botanica

Alcune di queste specie sono protette dal Direttiva Habitat|Diritto dell’Unione Europea. Il Endemismo|numero crescente di trekker rende necessario comportamenti responsabili:

  • Non raccogliere fiori, neanche per herbari personali
  • Restare sui sentieri segnalati
  • Documentare con foto, non con estirpazione
  • Segnalare avvistamenti rari ai centri di ricerca

Voci locali: le storie dei fiori

Gli abitanti di Nuoro e provincia conoscono questi monti da generazioni. Ho intervistato Peppino Aru, pastore di 73 anni, che ancora sale fino ai 1.600 metri. Mi ha raccontato che le fioriture cambiano anno dopo anno in base alle piogge invernali. Nel 2023, anno particolarmente umido, gli asfodeli hanno raggiunto densità mai viste negli ultimi dieci anni.

«I fiori sono il respiro della montagna», dice. «Quando non fioriscono, è perché la montagna soffre.»

Connessioni con la cucina tradizionale

Non è casualità che molte di queste piante selvatiche abbiano usi culinari tradizionali sardi. L’asparago selvatico, presente sui pascoli, viene ancora raccolto nel rispetto dei cicli naturali dai pochi rimasti che lo sanno fare.

La ricetta della Erbada Sarda, a base di erbe selvatiche del Gennargentu, utilizza proprio piante che crescono a questi elevati.

In sintesi: il Monte Corrasi tra aprile e maggio regala un’esperienza trekking diversa dal turismo di massa. Le tre tappe descritte permettono di osservare fioriture rarissime senza la fatica del vertice. È trekking consapevole, dove la lentezza diventa metodo di scoperta.

Giulia Sedda

Dopo anni trascorsi come guida ambientale tra i monti del Gennargentu, Giulia si è dedicata alla divulgazione scrivendo di escursioni, parchi marini e cucina di territorio. È affascinata dalle storie degli abitanti e integra le sue esplorazioni con interviste e ricette tradizionali.