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Sentiero costiero da Cala Luna a Cala Sisine: camminata tra falesie spettacolari e calette raggiungibili solo a piedi

📅 16 Agosto 2026✍️ di Letizia Puddu⏱️ 4 min di lettura

Con l’arrivo dell’estate e la riapertura completa dei sentieri costieri della Sardegna, torna in primo piano uno dei percorsi più affascinanti del versante orientale dell’isola: il sentiero da Cala Luna a Cala Sisine. Chi lo ha percorso negli ultimi mesi sa bene che questa camminata rappresenta un’esperienza autentica di turismo consapevole, dove la natura selvaggia rimane ancora protagonista assoluta e l’accesso rimane garantito solo a chi decide di avventurarsi a piedi lungo le falesie del Golfo di Orosei.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il sentiero si snoda nel territorio di Dorgali, in provincia di Nuoro, precisamente lungo il tratto costiero più selvaggio e meno antropizzato dell’Ogliastra. Cala Luna, il punto di partenza, è raggiungibile solo via mare o attraverso una discesa agevolata dal piccolo centro abitato di Cala Fuili. Per chi giunge da Nuoro o da Orosei, sono necessari circa 45 minuti in auto fino al parcheggio di Cala Fuili, da cui si inizia la camminata vera e propria.

La distanza totale fino a Cala Sisine è di circa 7 chilometri, percorribili in circa 3-4 ore a ritmo moderato, considerando le pause per ammirare il panorama e le soste per rinfrescarsi in acqua.

Il tracciato tra falesie e panorami mozzafiato

Una volta raggiunta Cala Luna — la caletta con la celebre grotta che emerge dalle acque turchesi — il sentiero costiero inizia a salire deciso verso le falesie. Questo è il tratto più impegnativo, dove l’escursionista si trova a camminare sul filo della roccia, con il mare a picco sottostante e la vista che abbraccia chilometri di costa selvaggia.

Le falesie raggiungono in alcuni punti i 300 metri di altezza e mostrano chiaramente gli Strati geologici|strati geologici che compongono il substrato della Sardegna orientale. Calcare grigio-azzurrato e dolomite caratterizzano le pareti rocciose, dove nidificano ancora i rari grifoni. Durante il cammino è frequente avvistare questi grandi rapaci volteggiare lungo gli updraft termici che salgono dalle falesie.

Il sentiero non è particolarmente difficile dal punto di vista tecnico, ma richiede cautela: il fondo è prevalentemente sassoso e in alcuni tratti si restringe notevolmente. Dopo circa 2 ore di cammino, si raggiunge il punto panoramico più spettacolare, dove è possibile osservare l’intera Cala Sisine sottostante e, in giornate di buona visibilità, gli isolotti dell’arcipelago della Maddalena.

Cala Sisine: la destinazione della camminata

Cala Sisine rappresenta l’apice di questa escursione. È una caletta intima, semicircolare, completamente circondata da falesie e raggiungibile solo a piedi o via mare. Le acque sono cristalline e il fondo sabbioso-calcareo rende indimenticabile una sosta per nuotare.

A differenza di altre calette più frequentate del Golfo di Orosei, Cala Sisine conserva un’atmosfera autentica. Qui non troverete stabilimenti balneari, né servizi commerciali. Solo il suono del mare che si infrange dolcemente sulla sabbia, le urla delle gazze marine e il fruscio del vento che passa sopra le falesie.

Per chi pratica snorkeling — e come pescatrice di esperienze marine posso testimoniarlo — le rocce sommerse intorno a Cala Sisine offrono scenari straordinari. Gli anfratti rocciosi ospitatano specie endemiche del Mediterraneo centrale, dai sarghi ai dentici, fino alle stelle marine e ai ricci di mare che caratterizzano il Mediterraneo|Mediterraneo.

Quando andare e come prepararsi

Il periodo ideale per percorrere questo sentiero va da maggio a settembre, quando il meteo è stabile e le giornate lunghe. In estate, è consigliabile partire all’alba per evitare le ore più calde e il traffico turistico che potrebbe congestionare i parcheggi.

La preparazione fisica non deve essere sottovalutata. Anche se non è alpinismo, il dislivello complessivo e la lunghezza della camminata richiedono una discreta resistenza aerobica. Scarpe da trekking con buona aderenza sono essenziali, così come almeno 2-3 litri d’acqua a persona e protezione solare ad alta protezione.

È caldamente consigliato partire con una guida locale o almeno con una mappa dettagliata scaricata offline, poiché la segnaletica non è sempre evidente in tutte le sezioni e il sentiero presenta alcuni tratti biforcati.

Conservazione e turismo responsabile

Questo sentiero attraversa zone di interesse naturalistico protetto. È fondamentale rispettare l’ambiente: non raccogliere piante endemiche, non disturbare la fauna selvatica, non lasciare rifiuti. Come educatrice ambientale, ribadisco che il turismo sostenibile dipende dalle scelte consapevoli di ogni singolo visitatore.

Il sentiero da Cala Luna a Cala Sisine rimane uno dei migliori esempi di come la Sardegna orientale possa offrire autenticità e bellezza naturale senza compromessi commerciali. Chi lo percorre a piedi scopre un’isola meno nota ma straordinariamente affascinante.

Letizia Puddu

Letizia, da Alghero, è appassionata di snorkeling e di educazione ambientale. Ha vissuto per qualche anno nella zona protetta di Capo Caccia, lavorando con scuole e famiglie per promuovere il rispetto del mare e delle specie endemiche, che racconta con entusiasmo nei suoi contributi.