Trekking sulle dune di Piscinas: attraversare il deserto sardo e sentirsi in un altro mondo

Sì: in Sardegna esiste un “deserto” che si attraversa a piedi. Le dune di Piscinas offrono cammini brevi e medi su sabbia mobile, tra mare, vento e silenzi d’Africa. Qui trovi come arrivare, quando andare e tre percorsi chiave per orientarti subito.
In sintesi:
- Dove: Costa Verde, Arbus (SU)
- Quando: primavera e tarda estate; tramonto top
- Percorsi: 3 itinerari tra 3,5 e 12 km
- Difficoltà: E su sabbia, richiesta buona forma
- Tutela: sito Rete Natura 2000; restare sui passaggi già tracciati
Perché questo luogo è diverso
Dune alte fino a 60 metri, modellate dal Maestrale. Un sistema vivo, che cambia ogni stagione.
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Formaggi sardi tipici: scegli il giusto abbinamento per vini e pani che esaltano il saporeVegetazione pioniera (elianti e giaggioli di mare) tiene insieme la sabbia; oltre, macchia mediterranea e le reliquie del passato minerario.
Il contrasto è netto: sabbia, oceano di ginepri, ruderi industriali. Un’aula a cielo aperto di geografia e memoria.
Come arrivare e tempi migliori
Accesso: da Arbus verso Ingurtosu, poi sterrata finale (fondo variabile). Guida prudente; in caso di piogge, informati sulle condizioni.
Parcheggi: aree presso la spiaggia; in alta stagione spesso a pagamento. Rispetta le zone interdette alle auto.
Stagione: marzo-giugno e settembre-ottobre. In estate, calore e riflesso della sabbia aumentano lo sforzo.
I tre percorsi da non perdere
Indicazioni basate su tracce di camminatori, non segnaletica ufficiale. La sabbia si muove: verifica sempre sul posto.
| Itinerario | Km | Dislivello | Tempo | Difficoltà | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| Anello delle dune centrali | 6 | +180 m | 2-2,5 h | E (sabbia) | Ideale per prime luci/tramonto |
| Costa e miniere di Ingurtosu | 12 | +260 m | 4-5 h | E | Passaggi su piste sabbiose e calette |
| Tramonto sulla cresta morbida | 3,5 | +120 m | 1,5 h | E | Vista ampia; rientro con luce residua |
1) Anello delle dune centrali
Parti dalla spiaggia e risali dolcemente lungo i canali di sabbia già segnati dal passaggio umano.
Evita le crestine vegetate e i ciuffi di ammofila: sono l’ossatura dell’ecosistema. Scorci continui sul mare.
Rientra chiudendo l’anello sul bordo retro-dunale, più stabile e riparato.
2) Costa e miniere di Ingurtosu
Dal litorale verso sud-est, segui piste sabbiose e tratti di macchia. Le strutture minerarie appaiono come miraggi di ferro e mattoni.
È l’itinerario più “storico”: prepara acqua e una traccia GPS. Rientro sulla battigia con la luce lunga del pomeriggio.
3) Tramonto sulla cresta morbida
Breve uscita serale: saliscendi su linee sinuose, soste fotografiche e rientro prima del buio.
Ideale con vento moderato, quando il Maestrale disegna la pelle della sabbia a onde.
Regole d’oro: sicurezza e tutela
- Restare sui passaggi sabbiosi già evidenti. Niente passi su vegetazione o creste fresche.
- Niente droni dove vietati e zero fuochi. Rispetta la fauna crepuscolare.
- Acqua: 1,5-2 litri a persona per itinerari brevi; 3 litri per il percorso più lungo.
- Sole: cappello, crema, occhiali. Calzature chiuse; ghette leggere consigliate.
- Orientamento: la morfologia cambia. Usa mappa offline o traccia GPS; segnala l’itinerario a qualcuno.
Attenzione:
- Le dune sono dinamiche. Dopo mareggiate o venti forti, i camminamenti cambiano.
- Periodo riproduttivo di specie protette: rimani su battigia e sentieri indicativi.
Meteo e vento: capire il Maestrale
Il Maestrale è il regista di queste forme. Con raffiche forti riduce visibilità e affatica il passo.
Con vento teso, pianifica un percorso più corto e usa foulard o buff per naso e bocca. Sabbia e sale disidratano.
Dopo pioggia, la sabbia è più compatta: progressione più facile e impronte più leggibili.
Checklist zaino essenziale
- Scarpe chiuse con suola scolpita; ghette leggere.
- Acqua e sali; snack ad alto contenuto salino e lipidico.
- Strati leggeri anti-vento; k-way compatto.
- Mappa offline/GPS; powerbank; luce frontale.
- Sacco per rifiuti; telo microfibra; pinzetta per spine.
Miniere e voci locali
Tra dune e mare, i resti dei cantieri di Ingurtosu e Naracauli raccontano una stagione di lavoro durissima.
«Mio nonno scendeva in galleria prima dell’alba. Oggi accompagno chi cammina a leggere questo paesaggio con rispetto», mi dice Mauro, appassionato di storia mineraria di Arbus.
Il trekking qui è anche educazione alla memoria. Ogni rovina è una pagina: guardare sì, salire no.
Pausa di gusto: il piatto al rientro
La cucina della Costa Verde è mare e macchia. Per chiudere la giornata:
- Fregula con arselle: tostata, brodo di pesce, vongole locali, prezzemolo.
- Insalata di pomodori e finocchietto per reintegrare sali e freschezza.
Ricetta lampo (3 mosse)
- Apre le vongole in padella con olio e aglio.
- Tosta la fregula, bagna con brodo e porta a cottura.
- Unisci le vongole, prezzemolo, un filo d’olio crudo.
Domande rapide
Serve guida? Utile per ecosistemi fragili e storia mineraria. Per i percorsi semplici, esperienza su sabbia e orientamento sono indispensabili.
Si può fare a piedi nudi? Solo tratti brevi in battigia. Per le dune: scarpe chiuse.
Foto: meglio mattino presto o golden hour. Evita i flash sulla fauna.
Prima di partire:
- Controlla bollettino vento e temperature.
- Scarica la mappa offline.
- Comunica itinerario e rientro stimato.
Camminare qui significa accettare ritmo lento e regole chiare. La ricompensa è una sensazione di altrove a pochi chilometri dai monti sardi, dove sabbia e memoria scrivono ancora la stessa storia.

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