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Quali percorsi ad anello sono adatti alle famiglie con bambini? Itinerari facili dove la natura sorprende a ogni svolta

📅 2 Settembre 2026✍️ di Pietro Murru⏱️ 6 min di lettura

Vivo a Lanusei, tra i Tacchi d’Ogliastra e le gole del Flumendosa, e da anni accompagno famiglie in escursioni dove i bambini tornano a casa stanchi ma con gli occhi pieni. Ho imparato che il segreto sta nei percorsi ad anello: facili, vari, senza l’ansia di “quando si torna?”. In queste righe ti porto sui miei giri preferiti, quelli che racconto agli ospiti delle strutture dove ho lavorato e che ripercorro a fine stagione per controllare sentieri, fonti e piccoli tesori di archeologia sarda.

Perché l’anello è perfetto quando cammini con i piccoli

Un giro circolare funziona come quando leggi una storia della buonanotte: c’è un inizio, un susseguirsi di sorprese e un ritorno naturale al punto di partenza. Nessuno si annoia perché il paesaggio cambia a ogni curva, e i bambini riconoscono progressi concreti: “siamo tornati alla macchina!”.

In Sardegna, soprattutto in Ogliastra, molti sentieri girano attorno a tavolati calcarei, boschi di leccio e sorgenti fresche. Il terreno è spesso di roccia chiara o sterrato compatto: asciuga in fretta e offre scorci che sembrano scattati col grandangolo. E se aggiungi un pizzico di archeologia, come le Domus de janas, la curiosità dei piccoli fa il resto.

Anello del Parco Archeologico di Selene: bosco, nuraghi e racconti

Sull’altopiano di Selene, tra Lanusei e Ilbono, un anello breve e ben segnato si snoda tra lecci, corbezzoli e siti archeologici. È ideale per cominciare a camminare con bambini dai 5-6 anni.

Il percorso alterna sterrato e tratti di roccia affiorante, con lievi saliscendi. I più curiosi apprezzeranno i resti del villaggio e le piccole tombe scavate nella roccia: qui puoi inventare una “caccia al dettaglio” (una decorazione, una pietra incastrata, una pianta profumata) a ogni tappa, come in un gioco a episodi.

Quanto tempo serve? Con soste fotografiche e merenda, metti in conto 1 ora e mezza. Il bello è che puoi accorciare in qualsiasi momento grazie ai tratti che tagliano l’anello. Evita i passeggini: meglio uno zaino portabimbi o lasciare che le gambe facciano esperienza.

Giro alla base di Perda Liana: il simbolo dei Tacchi visto da vicino

Perda Liana è la torre calcarea che domina l’Ogliastra interna. L’anello ai suoi piedi è un viaggio intorno a un monumento naturale, senza tratti esposti. Si cammina tra ginepri, cisti e lecci bassi, con scorci continui sulla bastionata e sulle vallate.

Il terreno è pietroso ma regolare; il dislivello è contenuto e diluito. Per i bambini, il gioco è contare i “gradini” del tacco da lontano: noteranno che la parete cambia colore con la luce. In giornate ventose porta una giacca: quassù il maestrale sa farsi sentire anche in primavera.

Consiglio pratico: affronta il giro in senso orario al mattino. In questo modo avrai il sole alle spalle nelle foto e arrivi al punto più scenografico quando la voglia di merenda è al massimo.

Foresta di Montarbu: l’anello delle sorgenti e dei silenzi

Montarbu, tra Seui e Ussassai, è un paradiso di mulattiere morbide, ombra fitta e acque fresche. Un anello semplice collega piste forestali e sentieri che costeggiano sorgenti: perfetto d’estate o nelle mezze stagioni.

Qui l’incontro con i mufloni non è raro. Chiedi ai bambini di usare il “passo silenzioso” per qualche minuto: niente bastoncini che picchiano, niente chiacchiere. Funziona come quando spegni la radio per sentire un motore che fa un rumore strano: di colpo arrivano voci del bosco che prima non c’erano.

La foresta rientra in aree tutelate della Rete Natura 2000, quindi resta sui tracciati e porta via i rifiuti, anche le bucce. Se piove da giorni, verifica lo stato dei guadi con il Corpo forestale locale prima di partire.

Scala di San Giorgio e terrazze di Lequarci: anello di meraviglia

Tra Osini e Ulassai, la roccia si apre in corridoi di luce e panorami a picco. Un piccolo anello unisce la Scala di San Giorgio, con il suo canyon addomesticato, e i belvedere sulle cascate di Lequarci.

La stagione migliore? D’inverno e inizio primavera, quando le cascate sono vive. In estate spesso si assottigliano, ma il gioco delle terrazze e dei ponticelli resta un divertimento sicuro. Tieni i bambini vicini sui balconi panoramici e racconta loro come l’acqua, piano piano, abbia “scolpito” la montagna: la geologia diventa una favola che scorre.

Sponde dell’Alto Flumendosa: il lago che cambia forma

Lungo il bacino dell’Alto Flumendosa ci sono sterrati comodi che disegnano anelli vicino all’acqua. L’itinerario più semplice segue la linea di riva, tra macchia profumata e spiaggette di ciottoli dove lanciare sassi piatti.

La magia, qui, è il profilo del lago che cambia con le stagioni: a volte la riva arretra e spuntano isole di terra, altre volte l’acqua sale fin quasi al sentiero. È un’aula a cielo aperto per spiegare come funziona un invaso. Attenzione solo ai temporali improvvisi: se vedi nuvole scure da sud-ovest, inverti la marcia prima che il vento si alzi.

Come scegliere l’anello giusto oggi

Davanti a percorsi così, la domanda arriva puntuale: da quale cominciare? Fai così, semplice e pratico, come quando organizzi una gita al mare.

  • Tempo a disposizione: con bambini piccoli, 60-120 minuti sono l’ideale. Se vuoi stare più fuori, pianifica due mini-anelli nella stessa zona, con pausa pranzo al centro.
  • Meteo e stagione: d’estate prediligi Montarbu e Selene per l’ombra; d’inverno vai a vedere Lequarci e i pascoli intorno a Perda Liana con luce radente.
  • Scarpe e zaino: servono suole con grip e uno zainetto leggero. Porta acqua (almeno 1 litro a persona), frutta secca e un capo caldo.
  • Mappa offline: scarica la traccia o la mappa della zona. In molti tratti il telefono prende, ma non farci affidamento totale.
  • Ritmo a tappe: ogni 20-30 minuti, una micro-sosta “tema”: una pianta da annusare, una roccia da toccare, un suono da riconoscere. La fatica si scioglie senza che nessuno se ne accorga.
  • Regole semplici: cammina in fila nei tratti stretti, non sporgerti sui belvedere, rispetta recinzioni e pascoli.

Piccole storie che fanno grande un anello

In Ogliastra ogni curva porta un racconto. Ai piedi di Perda Liana, i pastori indicano ancora i vecchi ovili in pietra. Nel bosco di Selene, il profumo del corbezzolo s’intreccia con quello della storia più antica dell’isola. A Montarbu i bambini imparano la differenza tra il silenzio “vuoto” e il silenzio “pieno” del bosco. E lungo il Flumendosa, quando il vento si infila nelle gole e fa vibrare i rami, capisci perché qui la natura sorprende a ogni svolta.

È questo che cerco quando accompagno ospiti e lettori: non una performance, ma una passeggiata che resta addosso. Scegli un anello, prepara lo zaino con cura e lascia che sia il sentiero a fare il resto. Vedrai che, al ritorno, i bambini chiederanno già: “Quando torniamo?”

Pietro Murru

Pietro, nato a Lanusei, racconta le sue esplorazioni nei Tacchi d’Ogliastra e nelle gole del Flumendosa. Dopo aver lavorato nelle strutture ricettive locali, accompagna lettori e ospiti alla scoperta di sentieri panoramici e antiche domus de janas, con attenzione per le tradizioni rurali.