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A piedi tra le spiagge di Costa Rei e le dune di sabbia: itinerario ideale per chi cerca mare, natura e relax in un solo giorno

📅 22 Agosto 2026✍️ di Fabio Lecis⏱️ 3 min di lettura

Costa Rei regala una giornata perfetta in 12 chilometri a piedi: spiaggia bianca con fondali trasparenti al mattino, dune intatte nel pomeriggio, tramonto dal promontorio al calare del sole. È l’itinerario che gli anziani pescatori dell’Ogliastra consigliavano a chi cercava il vero mare sardo, lontano dagli ombrelloni.

Partenza da Costa Rei: il risveglio del territorio

Costa Rei è un arenile di quattro chilometri esposto a est. L’alba qui arriva prima che altrove. La sabbia, ancora fresca dall’umidità notturna, scricchiola sotto le scarpe da trekking. Non ci sono stabilimenti nei primi due chilometri: solo dune basse ricoperte di ginepro e cisto.

Chi cammina a piedi scopre dettagli invisibili da fermi. Le tracce di Carapax|tartaruga marina depositate durante la notte, le conchiglie intatte, i cristalli di quarzo che catturano la luce. Il mare qui è color acquamarina, non azzurro: la differenza sta nella profondità contenuta e nell’assenza di correnti forti.

I vecchi pescatori raccontavano di partenze all’alba per raggiungere le zone di pesca. Oggi il cammino serve lo stesso scopo: raggiungere quiete prima che il turismo di massa si svegli.

Il nodo centrale: le dune di Piscina Rei

Dopo tre chilometri, la costa cambia. Le spiagge cedono il posto a dune alte fino a dieci metri, ricoperte di vegetazione mediterranea. È la zona più fragile e per questo protetta. Il sentiero costiero rimane praticabile ma obbliga a rallentare e prestare attenzione.

Piscina Rei è una piccola insenatura dove l’acqua assume sfumature di azzurro intenso. Il fondale sabbiosi scende dolcemente. Chi porta una maschera da snorkeling osserva ricci di mare, orate e qualche branzino. Non è raro avvistare i gabbiani reali, mammiferi marini che frequentano queste acque ricche di nutrienti.

Le dune qui crescono libere, modellate dal maestrale. Le loro forme ricordano i racconti degli anziani: spiegavano come il vento scolpisce la sabbia come il mare scolpisce le rocce. È Geomorfologia|geomorfologia visibile in tempo reale.

La pausa pranzo è meglio farla in riva, con lo zaino sulla spalla. Porta pane, formaggio, frutta. L’acqua è essenziale: almeno due litri per il percorso totale di dodici chilometri.

Il finale: il promontorio del tramonto

Gli ultimi quattro chilometri salgono verso il promontorio di Capo Pulcino. La difficoltà aumenta, ma la ricompensa è proporzionale. Dal punto più alto, sguardo a 180 gradi: a sinistra la costa rocciosa fino alla Torre dei Burruni, a destra la spiaggia di Piscina Rei che scompare in lontananza.

Il tramonto qui non ha competitori. Il sole scende dentro il mare tra scogliere rosse e le ultime luci della spiaggia. I colori cambiano ogni minuto: rosa, arancio, viola, indaco. Gli anziani pescatori sincronizzavano i rientri con questo spettacolo. Non era romanticismo: era pratica consapevole, il modo migliore per tornare a casa con buona luce residua.

Consigli pratici per il percorso

Partenza ideale alle 7 di mattina. Scarpe robuste da trekking, non infradito. La sabbia può sorprendere con sua instabilità. Protezione solare: il riflesso della sabbia bianca amplifica l’intensità. Berretto o cappello indispensabile.

Il percorso non ha punti di rifornimento. Tutto deve essere nello zaino. Il segnalamento è minimo: segui il mare. Se ti allontani dalla costa perdi l’orientamento velocemente.

Meglio evitare la stagione centrale di agosto. Maggio, giugno, settembre e inizio ottobre sono mesi ideali. La temperatura è mite, il sole non è ancora insostenibile.

Chi non è allenato al trekking può dividere il percorso in due giorni, pernottando a Costa Rei. La bellezza non cambia, solo il ritmo.

Quello che porta via da questa camminata

Non è uno trekking da record, non c’è vetta da conquistare. È un cammino dove il movimento serve a stare fermo dentro il paesaggio. I vecchi pescatori capivano questo: camminare sulla costa non era una meta, era il modo per ascoltare il territorio.

Torna a casa con sabbia nelle scarpe e sale nei capelli. È il segno che eri lì davvero, non in una fotografia.

Fabio Lecis

Fabio, esperto di pesca sportiva, ha navigato per decenni le coste dell’Ogliastra in barca a remi e racconta luoghi poco frequentati tra i promontori sardi. Ha raccolto le narrazioni degli anziani pescatori e suggerisce itinerari per chi cerca silenzio e natura autentica.