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Esiste un cammino costiero in Sardegna simile al Camí de Ronda? L’itinerario sul mare che conquista per facilità e panorami

📅 6 Settembre 2026✍️ di Orietta Siddi⏱️ 6 min di lettura

Tra le insenature della Costa del Sud si allinea un percorso costiero continuo che unisce spiagge note e promontori silenziosi, offrendo un’esperienza di cammino semplice e visivamente appagante. Non è un “cammino” ufficiale unico, ma una sequenza di sentieri litoranei, piste sterrate e passaggi su roccia che, come sul Camí de Ronda catalano, mantengono il mare a portata di sguardo quasi in ogni tratto. L’itinerario consigliato si sviluppa tra Chia e Porto Piscinnì, nel territorio dei comuni di Domus de Maria e Teulada.

Dove si trova e perché è paragonabile al Camí de Ronda

Il collegamento costiero tra Chia, Tuerredda, Capo Malfatano e Porto Piscinnì scorre su bassi rilievi granitici paleozoici e terrazzi marini, con quote modeste (0–80 m s.l.m.) e dislivelli contenuti. La traccia, in gran parte evidente, alterna sabbia compatta, macchia mediterranea e liscioni di granito modellati dal vento. L’analogia con il Camí de Ronda è duplice: la prossimità costante all’acqua e la presenza di elementi storici di sorveglianza – le torri costiere aragonesi – che scandiscono le tappe e offrono punti di orientamento affidabili.

Dal punto di vista ambientale, i sistemi dunali e le praterie di Posidonia oceanica testimoniano l’elevato valore ecologico di questo tratto di litorale, incluso in siti della Rete Natura 2000. La dinamica delle spiagge e la fragilità delle dune richiedono condotte responsabili, anche per contenere i fenomeni di Erosione costiera.

Dati tecnici in sintesi

Lunghezza complessiva consigliata (Chia–Porto Piscinnì, sola andata): 12–13 km. Dislivello positivo cumulato: 300–350 m. Quota massima: circa 80 m s.l.m. Tempo medio di percorrenza: 3 h 30 min – 4 h 30 min, in funzione delle soste panoramiche. Difficoltà: T/E secondo la scala CAI; trattasi di turismo escursionistico con brevi passaggi su roccia affiorante e saliscendi.

Fondo: sentiero litoraneo, dune stabilizzate con passerelle in legno nei tratti attrezzati, carrarecce sterrate, placche granitiche. Segnaletica: discontinua; presenti ometti e tracce evidenti, ma prive di marchiature omogenee. Orientamento: facilmente intuitivo in condizioni di buona visibilità; si raccomandano mappa e traccia GPS per nebbia, vento forte o ore serali.

Punti acqua: assenti lungo il tracciato; in stagione estiva operano chioschi e bar sulle spiagge principali. Dotazione consigliata: 1,5–2 litri d’acqua per persona, cappello, protezione solare, calzature con suola scolpita.

Periodo consigliato: ottobre–maggio per temperature miti e minore affollamento. In estate il percorso diventa caldo e poco ombreggiato; partenze all’alba e rientri serali riducono lo stress termico.

Segmenti consigliati e varianti

Il percorso è modulabile in tre segmenti autonomi, utili anche per famiglie o gruppi con tempi diversi.

1) Chia – Su Giudeu – Cala Cipolla (3–4 km; +100 m): dalla Torre di Chia o dal parcheggio di Su Giudeu si costeggiano dune consolidate e passerelle, evitando l’accesso su sabbia mobile. Il promontorio tra Su Giudeu e Cala Cipolla offre facili deviazioni su roccia per punti panoramici con visuale sull’Isola Su Giudeu. Attenzione alle aree dunali recintate: i cordoli servono a proteggere piante pioniere e radici che stabilizzano il profilo della spiaggia, fragili rispetto al calpestio e all’azione eolica.

2) Cala Cipolla – Capo Spartivento – Tuerredda (4–4,5 km; +120 m): la traccia gira a sud-ovest e sale dolcemente sulle placche granitiche di Capo Spartivento. Il faro, oggi struttura ricettiva, resta un riferimento visivo ma il sentiero corre all’esterno delle aree private. Macchia a ginepro e fillirea alterna tratti aperti con viste su cale rocciose e acque basse. La discesa su Tuerredda richiede attenzione su fondo sassoso, specie con sabbia asciutta e vento laterale.

3) Tuerredda – Capo Malfatano – Porto Piscinnì (4,5–5 km; +100–130 m): superata la spiaggia di Tuerredda, la traccia piega verso la sella di Capo Malfatano. La Torre di Capo Malfatano, aragonese, domina un sistema di cale riparate; l’accesso al manufatto può essere soggetto a orari e gestioni diverse secondo stagione. Il prosieguo su carrareccia costiera raggiunge Porto Piscinnì, piccolo approdo naturale con spiaggia riparata, utile punto di rientro. Avvistamenti frequenti: marangoni dal ciuffo, gabbiani corso e, con mare calmo, posidonieti visibili in controluce dall’alto.

Sicurezza, ambiente e regole di accesso

Tratti esposti: brevi passaggi su coste rocciose presentano gradoni e superfici scabre; con maestrale sostenuto le raffiche possono influenzare l’equilibrio. In estate, rischio di disidratazione e colpi di calore: programmare orari freschi e verificare l’efficienza della protezione solare. Cellulari: copertura variabile; avvisare del percorso e dell’orario di rientro.

Tutela ambientale: rispettare passerelle e recinzioni delle dune; evitare l’uscita dai tracciati per non frammentare la vegetazione pioniere. Non rimuovere legnami e foglie spiaggiate di Posidonia, fondamentali per la protezione dell’arenile. Conferire i rifiuti a valle, privilegiando contenitori richiudibili.

Normativa locale: la Rete Escursionistica della Sardegna (RES), definita dalla L.R. 16/2017, è in fase di progressiva implementazione; alcuni tratti costieri qui descritti non sono ancora classificati nella RES e possono subire variazioni di accessibilità stagionale. A ovest di Porto Piscinnì la presenza del Poligono militare di Capo Teulada comporta limitazioni temporanee in aree non interessate dal presente itinerario; prima di allungare verso ovest consultare i canali istituzionali del Comune di Teulada e gli avvisi della Capitaneria di Porto.

Come arrivare, servizi e logistica

Arrivi: da Cagliari a Chia via SS195 (circa 55 km, 1 h–1 h 15 min in auto). Parcheggi a pagamento attivi in alta stagione presso le principali spiagge. In autobus, linee ARST Cagliari–Pula–Domus de Maria–Teulada con fermate a Chia; frequenze variabili in base al periodo. Per rientri flessibili è utile pianificare due auto o verificare orari del trasporto pubblico tra Porto Piscinnì e Chia.

Servizi: bar stagionali su Su Giudeu, Cala Cipolla e Tuerredda; strutture ricettive diffuse nell’area di Chia e Domus de Maria, offerta più limitata a Porto Piscinnì. In bassa stagione molti servizi risultano chiusi: autonomia idrica ed energetica consigliata.

Comunità locali: associazioni escursionistiche e gruppi ambientali operano nella manutenzione leggera di tratti di sentiero e nella sensibilizzazione alla fruizione responsabile. Il rapporto con residenti e operatori è collaborativo se il flusso di visitatori resta ordinato e rispettoso di proprietà e coltivi retrostanti.

Confronto sintetico con il Camí de Ronda

Parametro Tratto Chia–Malfatano–Piscinnì Camí de Ronda (es. GR-92 Costa Brava)
Lunghezza tipica di una tappa 10–13 km 8–15 km
Dislivello positivo 300–350 m 200–500 m
Difficoltà T/E (turistico–escursionistico) E (escursionistico)
Segnaletica Discontinua, non omogenea Buona, marcature GR-92 bianco-rosso
Accessi e uscite intermedie Numerosi (spiagge e parcheggi) Numerosi (calette e località costiere)
Stagione migliore Ottobre–maggio Marzo–giugno, settembre–novembre

La differenza principale riguarda la standardizzazione: il Camí de Ronda è parte del GR-92 con segnaletica codificata, mentre il tratto sardo propone una fruizione più “di lettura del territorio”, che richiede autonomia di orientamento e rispetto delle specificità locali.

Mappe, tracce e responsabilità del camminatore

Cartografia: utili mappe topografiche in scala 1:25.000 e le basi OpenStreetMap aggiornate. Il Geoportale regionale fornisce ortofoto recenti per identificare gli accessi. Tracce GPX affidabili aiutano nei bivi meno evidenti, specie tra Tuerredda e Malfatano.

Condotta sul percorso: camminare su sentieri consolidati limita il disturbo alla fauna e preserva la copertura del suolo; evitare improvvisazioni su falesie o passaggi sotto costa con mare mosso. In caso di dubbio su cancelli e recinzioni, non forzare varchi: spesso esistono alternative pubbliche parallele.

In sintesi, chi cerca un tracciato marino continuo, tecnicamente accessibile e con alto valore paesaggistico trova tra Chia e Porto Piscinnì una risposta credibile all’idea di “Camí di Sardegna”. La combinazione di torri storiche, spiagge emblematiche e promontori rocciosi permette di costruire giornate di cammino modulabili, sostenibili e dense di osservazioni naturalistiche, con l’azzurro del Tirreno a dettare il ritmo dei passi.

Orietta Siddi

Orietta ha vissuto a lungo nella Barbagia esplorando grotte e sentieri con gruppi locali di speleologia. Nei suoi articoli trasmette le emozioni di chi esplora il sottosuolo e il paesaggio sardo, unendo dettagli sulle aree meno note e storie di comunità accoglienti.